Sorrento è tra le mete preferite dal turismo internazionale, attratto dalla quieta vivacità di questa cittadina balneare ricca di straordinario fascino.
Sempre, perché Sorrento permette di essere impegnati in ogni istante per godere il sole, il mare, l’arte, compiere lunghe passeggiate, seguire eventi folcloristici, teatrali e musicali.
Cosa vedere a Sorrento
Sin dall’epoca romana venne celebrata la sua bellezza: la città sorge su una terrazza di tufo, a picco sul mare del golfo di Napoli, dove le zone più impervie sono state trasformate in terrazze e giardini di terra che si tuffano nel mare, sui quali si coltivano aranci, limoni, ulivi e viti. Il nome latino, Surrentum, si vuole derivi dalle mitiche sirene che con il loro canto suadente in realtà spingevano le navi a naufragare contro gli scogli. Sorrento è anche città d’arte e il centro storico non ha perso la disposizione ortogonale tipica delle strade romane, mentre a monte resistono le mura del 1500. Il centro è piazza Torquato Tasso, il poeta che qui ebbe i natali.
Tre le chiese di rilievo: il duomo, riedificato nel 1400; la chiesa di San Francesco d'Assisi, con il chiostro del 1300 e gli interni settecenteschi; la chiesa di San Antonino, del Mille ma ridecorata in epoca barocca. Lungo via San Cesareo la loggia ad arcate del 1400: è il cosiddetto Sedile Dominava, che in età angioina era il centro di amministrazione della città. Da vedere anche il museo Correale, tre piani che ospitano dai ritrovamenti archeologici greci e romani alle tarsie (cioè gli oggetti intagliati con il legno) dell'800, ai mobili antichi, opere di pittori del '700 e '800 tra cui i dipinti della famosa “Scuola di Posillipo”. E ancora, maioliche italiane e straniere, porcellane di Capodimonte, orologi, macchine fotografiche d'epoca e gli scritti originali del Tasso. Sorrento è un ottimo punto di partenza per chi volesse raggiungere Napoli, gli scavi di Ercolano e Pompei, la Costiera amalfitana, Capri e Ischia.
A Sorrento è anche dedicata una delle canzoni napoletane più note, Torna a Surriento. Fu composta nel 1902, in occasione della visita in città del presidente del Consiglio dei ministri italiano Giuseppe Zanardelli. Il sindaco di allora pensò di celebrare una venuta così illustre con una canzone, sperando poi che il premier si ricordasse di Sorrento concedendo, tra l’altro, l’apertura dell’ufficio postale. I fratelli Gian Battista e Ernesto De Curtis ne sono gli autori. Nel 1905 venne presentata – con alcune variazioni al testo - al Festival di Piedigrotta, e il successo fu mondiale.
Strutture ricettive a Sorrento
Hotel, bedandbreakfast, appartamenti, campeggi e agriturismo: non manca nulla a Sorrento. I paesini della penisola sono altrettanto vivaci ma meno turistici. Si può pensare anche a una vacanza “lontano” da Sorrento.
Divertirsi a Sorrento
Nei locali notturni, in alcuni teatri, ma soprattutto nelle sagre, non manca mai la tarantella, tipico ballo della tradizione napoletana. Non è solo una danza d’amore con i tamburelli e le nacchere, ma è uno spaccato della storia del Regno di Napoli dal 1500 a oggi. E Sorrento ha la sua “variante”: la tarantella sorrentina, con tanti cambi di costume per “allungare” la vicenda narrata su più ambientazioni storiche. Acquisti: imperdibile un oggetto in legno intarsiato, nella cui produzione artistica la penisola sorrentina vanta una tradizione secolare.
Il cuore dello shopping a Sorrento è la via San Cesareo. Tra gli altri prodotti tipici, le ceramiche artistiche e le cere profumate, ma anche golosità come i dolci al limoncello, i rosoli, le conserve di frutta e quelle di verdura. Ancora, gioielli in argento, coralli e cammei, ricami su tovaglie, centrini e fazzoletti e, infine, l’artigianato presepiale del ‘700 napoletano. Ogni martedì c’è il mercatino settimanale.
Sulla tavola
Regnano i primi piatti e primeggiano le paste fatte in casa, spesso insaporite con i formaggi: da non perdere gli gnocchi alla sorrentina, gli spaghetti con le zucchine, con pecorino fresco e noci, oppure con gamberetti e rucola selvatica o salsiccia, o con piselli e pomodoro, i cannelloni, la parmigiana di melanzane, le linguine al limone, la pasta e fagioli, le pizze. E poi, peperoni ripieni (mbuttunat’), seppioline ripiene, alici marinate. Ottimi i vari tipi di formaggio fresco o stagionato e gli insaccati. Dolci: sfogliatelle, paste reali, amaretti all’arancia di Sorrento, biscotti alle noci, Baci di Sorrento, delizie al limone, cassata, ciambelle, marmellata di arance e di limoni. Irrinunciabile, dopo il pranzo o come aperitivo, è il limoncello, liquore distillato dalla buccia di limone da servire freddo.
Il limone della penisola sorrentina (limone di Massalubrense, femminiello o ovale di Sorrento) è un prodotto tutelato ed è prodotto esclusivamente lungo la penisola e a Capri. Da provare anche il digestivo fatto con le noci (nocillo o nocito), con la liquirizia o il finocchietto. Vini Doc: Falerno, Taurasi, Greco di Tufo, Lacryma Christi, Asprinio, Falanghina e Coda di Volpe.
Nei dintorni
La penisola che abbraccia Sorrento è una delle terre più belle del sud Italia: racchiusa tra i golfi di Napoli e Salerno, è una terrazza sul mare profumata da limoneti, aranceti, vigneti, uliveti, all’ombra dei noci. Qui, tutt’attorno, i paesi sono ancora “intatti”, isolati dal turismo di massa. Alcuni suggerimenti? A Vico Equense ci sono il Museo mineralogico campano (con oltre 5000 minerali di tutto il mondo), le terme dello Scrajo ed è conosciuta pure per la pizza rettangolare da ordinare al metro; a Massa Lubrense c’è il santuario dedicato alla Madonna della Lobra; Castellammare di Stabia (ottimi biscotti) vanta 28 sorgenti di acque termali, e da qui si può prendere la funivia per il monte Faito (1131 metri) dai panorami incredibili; ci sono poi Piano di Sorrento, dai palazzi sontuosi, e Sant’Agnello (saporitissimi gli agrumi) con la bella spiaggia della Marinella;
Meta è la culla dei merletti artigianali; Agerola, famosa per il latte, la mozzarella ed altre specialità gastronomiche che si possono assaggiare durante le sagre estive; Rimonte, da visitare per il suo castello e Casola di Napoli, per le sue chiese; Lettere, che fu in epoca medievale sede della famiglia reale angioina mentre Gragnano, una delle patrie della pasta, ha il caratteristico Museo della pasta; Sant’Agata sui Due Golfi che, distesa com’è tra Napoli e Salerno, gode di vedute mozzafiato; l’area naturale marina protetta di Punta Campanella; infine, le ville romane di Puolo (a Punta del Capo di Massa, sul promontorio della Calcarella e sulla Punta del Capo di Sorrento).
Informazioni e consigli utili
Il traffico a Sorrento è intenso, come nel resto della provincia di Napoli. Per raggiungere le mete turistiche, la zona del Vesuvio, le aree archeologiche di Ercolano e Pompei, è meglio utilizzare la Circumvesuviana, la ferrovia che collega tutti i Comuni alle falde del Vesuvio. Grazie alla Artecard, un biglietto integrato della durata di 3 o 7 giorni, è possibile accedere, senza file, ai principali musei e siti archeologici della regione e viaggiare su tutta la rete dei trasporti pubblici inseriti nel circuito e su speciali navette dedicate.
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