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Avellino e l'Irpinia

Un viaggio nella provincia di Avellino è un tuffo nella natura e nella storia dell’Irpinia. Terra ricca di fascino, apre le porte della sua ospitalità regalando al turista uno spicchio d’incantevole paesaggio impreziosito da un grande patrimonio culturale. 

Il verde dell’Irpinia 

Provincia di incredibile bellezza naturale, presenta un territorio di una varietà straordinaria. E' definita come la “Verde Irpinia” per la presenza di montagne e siti naturalistici di notevole interesse che ne rappresentano la particolare caratteristica e le prinicipali mete di escursioni con i loro centri ancora non sviluppati. Grandi pianure e magnifiche riserve naturali convergono in questa terra ideale sia per chi ama gli spazi aperti, sia per chi preferisce concedersi un pò di relax tra montagne e sorgenti, aria e cibi buoni, in uno dei più spettacolari ambienti naturali del Sud Italia. Il rapporto di armonia fra spiritualità e ambiente si ritrova anche nelle immense vallate che si distendono ai piedi dei monti Picentini, nonché nei centri abitati ricchi di storia e di pregevoli testimonianze. 

Vivere la natura 

Luoghi incantati si estendono lungo la sua dorsale appenninica, dove potersi avventurare in una suggestiva escursione sul Monte Terminio. Il paesaggio si protrae fino alla “Bocca del Dragone”, esempio di fenomeno carsico che convoglia le acque della sorgente di Serino. A pochi chilometri da Bagnoli Irpino si può ammirare il Piano Laceno, fantastico villaggio alpino residenziale. Un’irresistibile attrattiva estiva per chi ricerca l’aria pura delle cime montuose con le limpide acque sorgive, ma anche ideale meta invernale grazie ai suoi moderni impianti sciistici di risalita, alberghi ed ostelli. Incantevole è la “Grotta del Caliendo”, dove mille tonalità di colore e di luci si riflettono lungo il “corridoio degli incanti”, regalando sensazioni indimenticabili. Nella zona del Laceno anche i due monti, il Rajamagra e il Cervialto che, oltre ad offrire panorami impareggiabili, consentono di trovare saporiti funghi e pregiati tartufi neri. 

L'Irpinia dei Castelli 

C’è un modo insolito per scoprire l’Irpinia, un percorso che attraversa la natura e la storia di una terra che va dal dominio sannita a quello romano, attraversando nel medioevo quello bizantino, longobardo e normanno. Oltre ai siti archeologici, infatti, restano imponenti castelli in cui sono visibili tracce di guerre e saccheggi, assedi e battaglie, ma che al tempo stesso riportano alla memoria feste mondane, eleganti corti e passaggi di artisti e poeti. Fra questi si ritrovano il Castello di Avella, le cui cinta regalano suggestive sensazioni, il Castello della Leonessa a S. Martino Valle Caudina, antica residenza dei Pignatelli, e il Castello di Mercogliano, alle pendici del monte Partenio che domina il paese omonimo. Nel corso del XVI secolo, molti castelli persero il loro carattere difensivo e militare per diventare palazzi residenziali come il Castello dei Tocco a Montemiletto, uno dei castelli meglio conservati della provincia, e il Castello dei Filangieri a Lapio, costruzione a due piani che spicca fra le antiche case gentilizie. Ma il binomio fra storia e turismo continua con il Castello Normanno che domina nel comune di Ariano Irpino, edificato in una posizione strategica.

Mercogliano e Montevergine

Composta da 119 comuni, la provincia di Avellino presenta un'assoluta varietà di ambienti, attraverso i quali il turista difficilmente potrà annoiarsi. Ognuno di essi, ricco di storia, cultura e tradizioni offre, infatti, una moltitudine di monumenti, musei e chiese dal sapore antico. Merita la visita il Palazzo Abbaziale di Loreto di Mercogliano, che, con il suo cortile ed il suo giardino, si articola nelle numerose sale in cui sono custoditi oltre 7000 pergamene e documenti storici dell’Irpinia, vantando, inoltre, la presenza di una biblioteca con oltre 150.000 volumi e di una farmacia con oltre 300 antichi vasi officinali in maiolica. 

Poco distante da Mercogliano si trova il Santuario di Montevergine, meta di numerosi pellegrinaggi. Questo si compone della chiesa Vecchia e della Nuova Basilica, un monumentale complesso che ospita un museo con reperti archeologici e una mostra permanente di presepi provenienti da tutto il mondo. Numerose sono anche le opere d’arte che accompagnano la venerata immagine della Vergine. Di ritorno dal Santuario si attraversa Ospedaletto d’Alpinolo, stazione di villeggiatura famosa per i suoi torroni e la lavorazione delle castagne e delle nocciole. 

Il carnevale in Irpinia 

Una divertente manifestazione è il carnevale. Maschere e carri allegorici sfilano a suon di musica in ogni piazza da Montemarano a Taurano, da Avellino a Castelvetere sul Calore, in un intreccio di culture e tradizioni simili, ma pur sempre diverse. Nel Martedì grasso si è soliti festeggiare il “Carnevale Morto” simbolo di addio del Carnevale. 

I sapori genuini della terra 

La cucina dell’Irpinia è il risultato di una graduale stratificazione di piatti e sapori che mettono in risalto i prodotti tipici di una terra sempre fertile. L’intero territorio irpino occupa posizioni di preminenza per alcune colture che assicurano prodotti di altissimo pregio, come le nocciole, di cui Avellino è la prima provincia d’Italia per produzione, le castagne, tra le quali si ricorda quella Igp di Montella, le ciliegie ed i prodotti lattiero-caseari di cui particolarmente apprezzato è il caciocavallo di Montella. Ma alla base della cucina tipica irpina c’è l’olio extra-vergine d'oliva, famoso in tutto il mondo per le sue peculiari proprietà. La tradizione vitivinicola è rappresentata da tre perle dell’enologia nazionale: il vino rosso Docg, il Taurasi che accompagna piatti robusti, selvaggina, arrosti, funghi e formaggi piccanti e stagionati, e i due vini bianchi Docg, il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino, dai sapori freschi e leggeri, consigliati per una cucina marinara. Come da buona tradizione campana, nell'avellinese sono di casa le sagre, tra cui merita una menzione quella del Maiale di Senerchia, una sorta di mostra-mercato nata come iniziativa spontanea di festeggiare un classico rito invernale di molte famiglie del paese: l’uccisione del maiale. Interessanti anche quella della castagna e la festa della Ciliegia a Santo Stefano del Sole.


Cartoline dalla Campania

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