Con un’estensione di circa 9 mila ettari, l’area comprende il vulcano omonimo e 13 comuni appartenenti alla provincia di Napoli.
Popolato fin dall’epoca romana, il Vesuvio fu protagonista della spaventosa eruzione del 79 dopo Cristo, evento che rase al suolo la zona limitrofa, di cui ancora oggi restano preziose testimonianze archeologiche (Pompei, Ercolano, Torre Annunziata). L’area ha sempre attratto per le varietà naturalistiche che offre e per il rapporto stretto tra la montagna e le popolazioni stanziatesi nel corso dei secoli.
Perché visitarlo
Un’area unica al mondo, testimonianza di un rapporto secolare tra i segreti di un vulcano sempre attivo e gli usi e i costumi dell’uomo. La fertilità dovuta al suolo vulcanico e la mitezza del clima hanno da sempre attirato l’uomo, che vi si è insediato e ne ha fatto terra di produzione agricola di qualità e di svago. Bellezze archeologiche, vegetazione rara, tipici sapori agresti: un’avventura entusiasmante a due passi da Napoli.
Descrizione del Parco Nazionale del Vesuvio
Istituito nel 1995, il parco è nato per tutelare il Vesuvio, leggendario vulcano attivo, uno dei più pericolosi al mondo per la fortissima urbanizzazione sviluppatasi intorno ad esso (circa 400 mila abitanti); comprende anche il monte Somma, un cono esterno, oggi spento e con una cinta craterica in buona parte demolita.
Se le pendici del monte Somma sono caratterizzate da una vegetazione prettamente boschiva, i versanti del Vesuvio sono ricoperti dalla macchia mediterranea comune a tutta l’area, da pini e querceti del versante sud-occidentale, fino al lichene grigio e filamentoso (Stereocaulun vesuvianum) che ricopre le colate laviche.
Grande colpo d’occhio, a partire dalla primavera, destano 3 specie di ginestra e 23 specie di orchidee selvatiche. Nonostante la forte antropizzazione dell’area, da segnalare la presenza di una fauna ricca e interessante, composta da mammiferi (faina, volpe, topo quercino), da uccelli, rettili, anfibi e invertebrati.
Tra i centri vesuviani più interessanti, merita una particolare menzione Ercolano, sfortunato protagonista dell’eruzione vesuviana del 79 dopo Cristo e celebre, insieme a Pompei, per le ville “romane” sparse su tutto il territorio.
Curiosità
L’eruzione del 79 dopo Cristo è stata descritta in due lettere di Plinio il Giovane (61-114 dopo Cristo) allo storico Tacito. Il Vesuvio fu spesso fonte d’ispirazione letteraria. Per Giacomo Leopardi, in due delle liriche più belle, “La Ginestra” e “Il Tramonto della luna”; per Wolfgang Goethe, che vi si arrampicò fino in cima, e che la descrisse come una montagna dell’inferno innalzata nel pieno del paradiso.
Nel parco si trovano due riserve: la Riserva della Biosfera MAB-UNESCO “Somma-Vesuvio e Miglio d’Oro”, che include anche la città di Pompei e le sontuose ville vesuviane del sedicesimo e diciassettesimo secolo dislocate lungo il cosiddetto “Miglio d’Oro”; la Riserva Forestale Tirone Alto Vesuvio, posta a salvaguardia della cinta craterica del Vesuvio ed ha un'estensione di circa 1000 ettari. Qui si può visitare l'Osservatorio Vesuviano, fondato nel 1841, il più antico osservatorio vulcanologico del mondo.
In tutti i paesi alle falde del Vesuvio si produce il “Lacryma Christi”, vino Doc famoso in tutto il mondo, importate in terra vesuviana dai greci provenienti da Eubea.
Informazioni utili
L’esplorazione dell’area è possibile durante tutto l’anno, grazie al tipico clima mediterraneo. I sentieri da percorrere a piedi, permettono di conoscere l’attività vulcanica del Vesuvio e di godere di scorci panoramici immortalati dagli scatti fotografici di turisti di tutto il mondo.
E' spettacolare il sentiero che porta al cratere del Vesuvio, partendo da Ercolano: salendo si ammira il Monte Somma e la Valle del Gigante invasa dalla colata lavica del 1944. Giunti sul bordo del cratere si può ammirare la riserva Tirone, l'antico tracciato della strada Matrone degli anni '20 e '30, il golfo di Napoli e la piana Campana.
Due i percorsi ciclabili più frequentati, da compiere esclusivamente in mountain bike: il primo attraversa la Riserva forestale Tirone - Alto Vesuvio e costeggia il versante vesuviano, e il secondo che da questo penetra nei boschi del monte Somma.
Molto ben strutturata la ricettività alberghiera, con alloggi di svariata categoria per gruppi o famiglie, posti a tutte le altitudini.
Parco Nazionale del Vesuvio

