Già nel Settecento il colto turista del Grand Tour usava riportare a casa , come souvenir, le classiche guaches del golfo di Napoli dominato dal Vesuvio, il cui monte è oggi Parco Nazionale: in quell'epoca poche città le si potevano paragonare per il fasto delle ville e dei palazzi, spesso circondati da lussureggianti giardini.
Molti ancora ne restano al visitatore contemporaneo, come pure numerose sono le chiese, in ispecie barocche, di grande interesse artistico. La tradizione culturale non è tuttavia affatto recente: gli scavi di Ercolano e Pompei vi daranno piena certezza del raffinato gusto di cui il patriziato romano amava circondarsi: da quell'epoca risale la maestria artigianale nella lavorazione dei cammei di corallo, ancora tipica di Torre del Greco. Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Vico Equense hanno invece ereditato dai romani le loro sorgenti termali.
Piazza Municipio: E' uno dei centri vitali della città; la piazza, che si allunga verso il mare e si conclude con la stazione marittima, oltre la quale emerge magnifico il Vesuvio, ha in mezzo il monumento a Vittorio Emanuele II di Tomaso Solari e Alfonso Balzico. Sul lato Ovest sorge il palazzo del Municipio, dominato dal colle di S. Elmo coronato dalla bianca certosa di S. Martino: è anche detto palazzo di S. Giacomo e fu costruito tra il 1819 e il 1825; nel lato destro della sua facciata fu incorporata la chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli, eretta da don Pedro di Toledo nel 1540; a Sud vi è la maestosa mole del Castel Nuovo, detto anche Maschio Angioino;il castello fu eretto su commissione di Carlo I d'Angiò da Pietro de Chaules tra il 1279 e il 1282. Fu ricostruito da Alfonso I d'Aragona e rimaneggiato dagli Spagnoli e dai Borbone.
Il grande arco di trionfo celebra l'ingresso a Napoli di Alfonso I nel 1443, fu edificato tra il 1453 e il 1467 ed è una delle più celebrate opere del Rinascimento. Forse disegnato da Francesco Laurana, l'esecuzione dell'opera fu diretta da Pietro di Martino e abbellita da numerosi scultori: Domenico Gagini, Antonio di Chelino, Paolo Romano...
Piazza del Plebiscito: E' chiusa ad Ovest dalla chiesa di S. Francesco di Paola, una costruzione monumentale neoclassica eretta tra il 1817 e il 1846, ispirata al modello del Pantheon e voluta da Ferdinando I per solennizzare il recupero del regno dopo il Congresso di Vienna del 1815; l'opera è stata realizzata dall'architetto Pietro Bianchi, ha nella fronte un severo pronao mentre l'interno è ricco di marmi, statue e dipinti ottocenteschi. Nella piazza si fronteggiano pure le due statue equestri di Carlo III del Canova e di Ferdinando I di Borbone scolpita da Antonio Calì. L'altro lato della piazza, di fronte alla chiesa, è delimitato dal Palazzo Reale, eretto per iniziativa del viceré Ferrante di Castro e reggia dei Borbone e dei Savoia; la facciata è di Domenico Fontana e conserva le forme primitive, tranne che nei balconi e nel portico modificati dal Vanvitelli. Nelle otto nicchie sono collocate le statue dei sovrani più rappresentativi che dominarono in Napoli; nell'interno di grande interesse è l'appartamento di rappresentanza e il teatro di corte; oggi è sede della Biblioteca nazionale.
Duomo: Fu costruito tra il 1294 e il 1323 in forme ogivali sul luogo dove sorgeva la cattedrale Stefania del V secolo e subì nel tempo numerosi restauri; la facciata di imitazione gotica, fu rifatta tra il 1877 e il 1905 su progetto di Enrico Alvino più volte modificato, ma conserva i tre antichi portali del 1407 di Antonio Bamboccio, tra i quali quello di mezzo è ricchissimo di sculture. L'interno è ricco di pregevoli opere d'arte; ammirevole è il soffitto ligneo della navata centrale, mentre il colonnato è costituito da 110 colonne di granito orientale. La cappella di S. Gennaro fu eretta nel 1526 per voto popolare fatto in occasione di una terribile pestilenza ed è una delle massime espressioni del Seicento napoletano.
Fra le opere qui presenti, non si possono passare sotto silenzio: il sepolcro a Giovanni Battista Capece Minutolo, opera di Gerolamo d'Auria; la statua del cardinale Oliviero Carafa orante di Tommaso Malvito, che raffigura il mecenate fondatore della cappella Carafa, detta anche Succorpo; il Succorpo, o Cappella Carafa, completamente rivestita di marmi, anch'essa del Malvito, realizzato tra il 1497 e il 1507; il mosaico di S. Restituta nella cappella di S. Maria del Principio, che rappresenta la Madonna con il Bambino in trono fra i SS. Gennaro e Restituta; i resti del mosaico della cupoletta nel battistero detto anche S. Giovanni in fonte, che presentano al centro, nella nicchia sormontata da una decorazione a soggetto pastorale, un leone, simbolo di S. Marco e, ai lati, due apostoli in tunica che portano nelle mani una corona trionfale.
La città

